Perseverance: appuntamento su Marte

di Piero Giuseppe Goletto

Ci sono 11 milioni di nomi, tra i quali anche quello di chi vi scrive, memorizzati su un microchip a bordo di Perseverance, il rover che pochi giorni fa è atterrato su Marte. Undici milioni di persone che, in forma simbolica, partecipano all’esplorazione del Pianeta Rosso.

 I nomi dei rover che esplorano Marte, in attesa che l’uomo abbia la possibilità di raggiungerlo, sono sempre stati suggestivi e riguardano qualità umane: curiosità, spirito, opportunità, perseveranza, ingegno (il drone); tutte caratteristiche proprie di una specie di esploratori.

 

Cosa esploriamo stavolta? Perseverance è atterato, con sbalorditiva precisione, nel cratere Jezero (il nome significa “lago” nelle lingue slave) che è un posto interessante perché si è riscontrata la presenza di argilla.

L’argilla si forma in presenza di acqua e in effetti nel 2015 fu pubblicato un rapporto di ricerca in cui si ipotizzava che Jezero, milioni di anni fa, fosse una zona lacustre. La comunità scientifica pensa che 4 miliardi di anni fa Marte avesse un’atmosfera molto più spessa di quella attuale, che consentiva di mantenere acqua liquida sulla superficie.  Dove c’è stata acqua, potrebbe esserci stata vita.

 

Altrettanto importante è notare che Marte è un pianeta che ha sempre suggestionato l’immaginazione, basterebbe pensare alla “Guerra dei Mondi” di H.G. Wells o a quel capolavoro che è “Cronache Marziane” di Ray Bradbury. Marte è l’unico pianeta che l’umanità ha la possibilità di visitare o – in un lontano futuro - abitare e tutto ciò stuzzica l’istinto dell’esploratore che è presente in ciascuno. Ciò che porta la specie umana nello spazio è infatti il bisogno di esplorare e  conoscere e in questo tempo doloroso e difficile far atterrare una sonda su Marte serve anche a darci coraggio.

 

Fisicamente Perseverance è un veicolo grande un po’ meno di un SUV : 3 metri di lunghezza, 2,7 metri di larghezza, sei ruote e una “testa” con sensori e fotocamere; esplorerà sfruttando anche il drone Ingenuity e rilancerà sulla Terra immagini, misure, dati;  le tecnologie inviate su Marte sono una versione adattata al Pianeta Rosso di quelle usate nell’agricoltura di precisione.

Ciò che ha portato Perseverance su Marte sono le stesse cose che ci hanno dato a tempo di record I vaccini per il Covid-19: scienza e tecnologia.

 

Considerando le caratteristiche del settore, il costo della missione, benché importante, è piuttosto contenuto: 2,7 miliardi di dollari. Per dare un termine di paragone, questo ammontare è equivalente all’incasso al botteghino di Avengers: endgame o di Avatar.

Si tratta di un costo notevolmente inferiore a quello delle sonde Viking (che è pari, attualizzato, a 7 miliardi di dollari) e di poco inferiore a quello di Curiosity.

 

Il costo è così rilevante perché la NASA non ha comprato il rover sul mercato ma ha lo ha progettato   e costruito migliorando diverse tecnologie (ad esempio: le ruote) e inventandone di nuove (ad esempio: tutte quelle che servono per raccogliere campioni di suolo marziano e riportarle a terra e il drone Ingenuity).

In più, il costo che abbiamo indicato è relativo a tutta la missione: dalla progettazione iniziata nel 2013 fino alla conclusione della fase di esplorazione nel 2023, pertanto lungo un periodo di 11 anni e questi denari hanno anche creato o mantenuto centinaia di posti di lavoro.