Asterix et les gaulois

Attenzione, qui si ride. E si ride tanto. Siamo di fronte a due galli caciaroni creati insieme da un autore di origine polacca (Renè Goscinny) e un veneto (Albert Uderzo) . Morti Goscinny e Uderzo, la loro eredità è passata in mano a Jean-Yves Ferri e Didier Conrad.

Asterix, piccoletto con il nasone, il robusto Obelix (se gli dite che è grasso non venitevi poi a lamentare se vi cade un menhir su un piede ecc.ecc.ecc.)  e il villaggio gallico pieno di curiosi personaggi nasce nel 1959 sulla rivista francese di fumetti intitolata “Pilote”.

Per chi non conosce l’impianto della storia:  nel 50 Avanti Cristo c’è un piccolo villaggio nell’Armorica che si rifiuta di sottomettersi a Giulio Cesare e ai romani e possono farlo perché il sommo druido Panoramix ha creato una pozione magica che rende invincibili. Ma – ebbe modo di far notare Uderzo -  i romani e tutti gli italiani sono spiritosi e sanno stare allo scherzo. 

La forza di Asterix non sta nelle gag benché queste siano naturali e la gestione dei tempi comici da parte degli autori sia eccezionale.

I personaggi sono caratterizzati benissimo: Goscinny parte da archetipi come il fanfarone, la donna petulante, l’artista scarso e li sposta nel 50 a.C. usandoli  come elementi comici. Per lo stesso motivo, licenze artistiche e “libertà” storiche dilagano.

C’è sempre una vena di satira di costume (ricordate il lasciapassare A38?). Così, i Britanni parlano di fatto in inglese («Esso è seccante, nevvero?» «Sì, esso lo è»), gli Egizi si esprimono con geroglifici, gli Elvezi sono precisissimi, fabbricano orologi e producono formaggi con i buchi.

Ci sono tormentoni quali la mangiata di cinghiali che celebra la vittoria, il bardo Assurancetourix neutralizzato per non rintronare il villaggio, ci sono i nomi improbabili  (quali  il già citato Assurancetourix ; Ordinalfabetix, titolare dell’unico negozio del villaggio; il decano Matusalemix; Automatix, il fabbro; Vitalstatistix; Dogmatix; Cacofonix; il piccolo Industrichimix; Salsa di Peperon Y Monton, capo iberico, e tanti altri).

Asterix conta 38 albi a fumetti e 370 milioni di copie vendute in tutto il mondo pubblicate in 111 lingue, 10 film di animazione di cui solo 2 originali, 4 film dal vero con cast stellari (citiamo Roberto Benigni, Laetitia Casta, Christian Clavier, Monica Bellucci, Gerard Depardieu).

L’anima della serie è data dall’accumularsi di tropi, tormentoni, personaggi, con l’unico scopo di far ridere il lettore: Romani che volano dopo aver preso un diretto uppercut da Asterix, cadute buffe, pose assurde.

L’adattamento italiano è degno di nota. Parliamo di adattamento perché Asterix non basta tradurlo. Occorre adattarlo in modo che faccia ridere in italiano così come faceva ridere in Francese. Così Mondadori, che ha acquistato i diritti per l’Italia, assolda Carletto Manzoni,  autore de “Il Signor Veneranda” e Marcello Marchesi (proprio lui, “il signore di mezz’età”). Ed è proprio Marcello Marchesi ad avere due lampi di genio: inventare la traduzione “Sono Pazzi Questi Romani” formando la sigla SPQR e far parlare i romani in romanesco.

L’adattamento di Marcello Marchesi è “Il canone” di Asterix in Italia. Tant’è che adattatori  come Luciana Marconcini, Michele Foschini, Tito Faraci seguono le orme di tale maestro.

Asterix è così celebre e celebrato che è di pochi giorni fa la notizia che la moneta da 2 euro coniata in Francia riporterà il profilo del noto gallo e che è uscito l’albo Asterix e la figlia di Vercingeetorice.